RICERCA E PUBBLICAZIONI
Pubblicazioni dal 2000

1) La Chirurgia Plastica nell'ambito di una Unità Operativa Centralizzata di Day-Surgery
A.Faga, L.Valdatta, S. Magnani, A. Thione
Minerva Chirurgica 55: 643-648, 2000

2) Do superficial epigastric veins of rats have valves?
L. Valdatta, T. Congiu, A. Thione, M. Buoro, A.Faga, C. Dell’Orbo
Br. J. Plast. Surg. 54: 2, 2001.

3) A new interpretation of the facies of an Italian Carnival mask.
A.Faga, L. Valdatta, A Thione
Plast. Rec. Surg (Letter to the Editor) 107: 889, 2001.

4) Ultrasound assisted liposuction for the palliative treatment of Madelung's disease: a Case Report
Faga A., L. Valdatta, A. Thione, M. Buoro.
Aesthet. Plast. Surg. 25:3, 181-183, 2001

5) Lateral Circumflex Femoral Artery and Thigh Flaps.
L. Valdatta, M. Buoro, A. Thione, S. Tuinder.
Plast. Rec. Surg. (Letter to the Editor) 108: 1836, 2001

6) A case of life-threatening sepsis after breast augmentation by fat injection
L. Valdatta, A. Thione, M. Buoro, S. Tuinder
Aesth. Plast. Surg. 25 :5, 347-349 2001.

7) Effect of microvascular clamp duration on the wall of rat femoral artery
L. Valdatta, T. Congiu, M. Reguzzoni M. Buoro, A. Thione, A. Faga
Riv. Ital. Chir. Plas. and Exper. Surg. 33: 1-2, 2001.

8) Gigantic methaemeric seborrheic keratosis. A case report
A. Faga, L. Valdatta, M. Buoro, Rossi
Plast. Rec. Surg. 109: 1198-1199, 2002.


9) The lateral circumflex femoral artery system and perforators of the antero-lateral thigh flap:
an anatomical study
L. Valdatta, S. Tuinder, M. Buoro, A. Thione, A. Faga, R. Putz.
Ann. Plast. Surg. vol 49, 145-150: 2002.

10) Ulcere cutanee degli arti inferiori: il nostro protocollo di trattamento.
L.Valdatta, A.Thione, M.Buoro, S. Tuinder, C.Mortarino, R.Caronno, R.Beretta, P. Castelli.
Riv. Impegno Ospedaliero vol 1 / 2: 15-19, 2002.

11) Ultrasound assisted lipolysis of the omentum in dwarf pig
A. Faga, L. Valdatta, M. Mezzetti, M. Buoro, A. Thione.
Aesth. Plast. Surg. vol 26, (3) 193-196: 2002.

12) A useful application of the double-breasted vest primciple in skin closure
L. Valdatta, A.Thione, M. Buoro, C. Mortarino, C. Fidanza
Plast Rec. Surg. Vol 111 (2): 966, 2003

13) Keloids: combined therapeutic solutions.
L. Valdatta , M. Buoro, A. Thione, S. Tuinder, C. Mortarino, A. Faga
Chirurgia 16(1): 9, Feb2003.

14) Neurovenous superficial inferior epigastric flaps in rats.
L. Valdatta, M. Reguzzoni, M. Buoro, T. Congiu A. Thione, S. Tuinder, C. Fidanza.
Minerva Chir. Jun 2003, 58(3): 361-8.

15) Clear visualization of capsular calcifications around breast implants.
L. Valdatta, Tuinder S., Thione A., Buoro M., Mortarino C., Fidanza C. Protasoni M., Reguzzoni M.
Plast. Reconstr. Surg. 111: 1567, 2003

16) Parameters and criteria in evaluation of “necessity” of burn center in an industrial and residential high-density territory: north-western Lombardia.
L. Valdatta, M. Buoro, A. Thione, S. Tuinder, C. Mortarino, R. Dionigi.
Eur J Plast Surg. 26 :14-16, 2003

17) The reproducible tie-over dressing.
L. Valdatta, A. Thione, M. Buoro, S. Tuinder, C. Mortarino, C. Fidanza., B. Barbieri
Plast. Reconstr. Surg. 112 (2): 708, Aug 2003.

18) An easy and cheap way to assemble a tissue expander for laboratory use.
Valdatta L., Mortarino C., Thione A., Buoro M., Tibiletti M.
Plast. Reconstr. Surg. 112: 1179, Sep 2003.

19) Basaliomatosis without a genetical disorder in a young female patient: a case report.
Valdatta L., Mortarino C., Thione A., Buoro M., Fidanza C.
Quaderni di Chirurgia Plastica 2002 (accepted for pubblication).

20) A double pocket for tissue expander implantation in breast reconstruction.
Valdatta L., Mortarino C., Thione A., Buoro M., Fidanza C.
Plast. Reconstr. Surg. (accepted for publication).

21) A rare case of auricular lobule malignant melanoma: a case report
Valdatta L., Mortarino C., Thione A., Buoro M., Barbieri B.
Clinical and experimental plastic surgery (accepted for pubblication).

22) A transposition outer rhomboid flap over an inner deepithelialized one for covering subcutaneous devices.
Valdatta L., Tuinder S., Barbieri B., Thione A., Buoro M.
Plast. Reconstr. Surg. (in press)

23) Opportunity to perform intraoperative histological examinations in suspect lipomas? A case report.
Valdatta L., Buoro M., Thione A., Mortarino C., Fidanza C., Dainese E.
Riv.Ital.Chir.Plast. – Clin. and exp. plastic surgery, 34 (3-4): 139, 2002.

24) "Abstract Idiopathic circumscripta calcinosis cutis of the knee."
Valdatta L, Buoro M, Thione A, Mortarino C, Tuinder S, Fidanza C, Dainese E.
Dermatol Surg. 2003 Dec; 29(12):1222-4.

25) "Abstract Evaluation of the efficacy of polydeoxyribonucleotides in the healing process of autologous skin graft donor sites: a pilot study."
Valdatta L, Thione A, Mortarino C, Buoro M, Tuinder S.
Curr Med Res Opin. 2004 Mar; 20(3):403-8.

26) "A transposition outer rhomboid flap over an inner deepithelialized flap for covering subcutaneous devices."
Valdatta L, Tuinder S, Barbieri B, Thione A, Buoro M.
Plast Reconstr Surg. 2004 Apr 1;113(4):1303-4.

27) "Lichen planus cutis and squamous cell carcinoma."
Valdatta L, Tuinder S, Thione A, Buoro M, Barbieri B, Pozzi B, La Rosa S.
Plast Reconstr Surg. 2004 Mar;113(3):1085-6

28) "The medial sural artery perforators: anatomic basis for a surgical plan."
Thione A, Valdatta L, Buoro M, Tuinder S, Mortarino C, Putz R.
Ann Plast Surg. 2004 Sep;53(3):250-5.

29) "Modified deepithelialized bilateral triangular VY flaps for the correction of posttracheostomy scar."
Valdatta L, Mortarino C, Thione A, Buoro M.
Plast Reconstr Surg. 2005 Jan;115(1):351-3; author reply 353.

30) "Mandibular reconstruction with frozen autologous mandibular bone and radial periosteal fasciocutaneous free flap: preliminary report."
Roselli R, Muscatello L, Valdatta L, Pavan G, Spriano G.
Ann Otol Rhinol Laryngol. 2004 Dec;113(12):956-60.

31) "A modified inverted omega incision for surgical treatment of gynecomastia."
Thione A, Valdatta L, Gottardi A.
Ann Plast Surg. 2005 Oct;55(4):437.

32) "Experimental study in rats: does varying the hardness of a silicone implant affect the type of capsule that surrounds it?"
Valdatta L, Fidanza C, Thione A, Benedetta B, Reguzzoni M, Protasoni M.
Plast Reconstr Surg. 2006 Mar;117(3):1076.


Attività di Ricerca

Progetti di ricerca ed interessi: i progetti di ricerca sviluppati dalla Sezione di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva si sono focalizzati su cinque specifici orientamenti:

Dissezione anatomica su cadavere per l’identificazione di nuove unità ricostruttive microchirurgiche.
Lo studio consiste nell’ iniezione di assi vascolari arteriosi di cadaveri freschi con sostanza Biodur, quale resina acrilica autopolimerizzante per evidenziare gli assi vascolari e le loro fini diramazioni.
Si procede alla dissezione di tali assi concentrando l’attenzione sui vasi perforanti nel loro rapporto con le unità ricostruttive (FLAPS) da loro perfuse.
Si raccoglie documentazione fotografica e si analizzano le ricadute chirurgiche.
Si evidenziano il numero e le caratteristiche dei vasi perforanti sottesi alle unità ricostruttive basate su isole cutanee e muscolocutanee con loro studio in termini di calibro, numero, sede e possibilità di perfusione per un determinato distretto anatomico.
Si tratta di uno studio moderno che consentirebbe di individuare nuove tecniche riparative con un costo chirurgico modesto nelle zone donatrici, dato che il sacrificio di assi vascolari importanti ne verrebbe numericamente ridotto.
L’apprendimento dell’Anatomia Macroscopica per il medico orientato ad una branca specialistica chirurgica non può soddisfarsi di sole informazioni teoriche.
Questo studio consentirebbe di riprendere la pratica settoria del corpo umano a fini chirurgici da parte di giovani chirurghi.

Studi condotti su animali da esperimento volti ad indagare parametri emodinamici sottesi alla vitalità di lembi microchirurgici.
Obiettivo di questi studi sperimentali è chiarire la pervietà delle microanastomosi vascolari in condizioni basali e di trattamento farmacologico, valutando nel contempo il ruolo trombogenico indotto dalla necrosi focale da punto di sutura e da clampaggio microvascolare.
I risultati ottenibili da tali studi sperimentali su ratti sono applicabili con metodo induttivo all’emodinamica dei lembi umani.

Studi clinici circa l’efficacia della profilassi antibiotica in un reparto misto di Chirurgia Plastica e Chirurgia Generale e sulla rigenerazione tissutale con applicazione topica di polidesossiribonucleotidi.
Il Modulo di Chirurgia Plastica dell’Università dell’Insubria è costituito, presso l’Ospedale di Circolo di Varese, da n°4 letti situati nel reparto di Chirurgia Generale I al 2° piano del Padiglione Chirurgico. Questa particolare situazione, comune a svariati servizi di Chirurgia Plastica nel nostro Paese ed in Europa, pone i nostri pazienti a maggior rischio di infezioni da microrganismi, soprattutto Gram negativi, di provenienza enterica. Per tale motivo, sebbene la maggior parte dei protocolli internazionali non consideri necessaria la profilassi antibiotica per gli interventi di Chirurgia Plastica eccetto il posizionamento di impianti, abbiamo ritenuto che, nella nostra situazione, fosse opportuno proteggere i pazienti con una terapia antibiotica ad ampio spettro.
Sottolineiamo l’importanza progettuale di tale ricerca, giacchè la contrazione della spesa sanitaria renderà sempre più frequenti tali situazioni di allettamento promiscuo tra le svariate discipline chirurgiche, i dati ottenuti da questo studio potrebbero essere estesi ad altre realtà.
Si effettua inoltre uno studio clinico sulla efficacia dei polidesossiribonucleotidi nell’accelerare i meccanismi fisiologici di rigenerazione tissutale nei pazienti sottoposti a prelievo di innesti dermoepidermici mediante riparazione dei danni al DNA, neosintesi acidi nucleici, coenzimi e metaboliti energetici, stimolando il rinnovo della matrice, incrementando la risposta cellulare ai fattori di crescita, favorendo infine la replicazione cellulare. Questo permetterebbe una guarigione accelerata e quindi una riduzione dei giorni di degenza ospedaliera.

La microdialisi tissutale per il monitoraggio clinico di trapianti microchirurgici e peduncolati nella ricostruzione degli arti inferiori.
La più comune complicazione dei trapianti microchirurgici e peduncolati è di tipo circolatorio.Un flusso sanguigno ostacolato, da un punto di vista venoso o arterioso, porta ad alterazioni metaboliche nei tessuti, che possono essere monitorate tramite microdialisi, con l’obiettivo di identificare il più precocemente possibile, complicazioni vascolari nei trapianti.
Le altre tecniche disponibili per il monitoraggio clinico della vitalità tissutale sono la temperatura cutanea, che è influenzata dalla temperatura ambientale e dalla illuminazione, dalla temperatura interna del paziente e dalle risposte vasomotorie; la fotopletismografia indica solamente la presenza o assenza dell’onda sfigmica; gli ultrasuoni hanno prodotto risultati scoraggianti e la flussometria laser è molto sensibile ai movimenti.
La microdialisi è un metodo ormai affermato per lo studio degli eventi metabolici nel cervello e nei tessuti sottocutanei e muscolari ed è già stato descritto per lo studio metabolico nei trapianti microchirurgici e peduncolati.
L’obiettivo di questo studio è confrontare il metabolismo perioperatorio e postoperatorio in trapianti peduncolati e microchirurgici con la tecnica della microdialisi.
Lo studio comprende 10 pazienti da ricoverare per ricostruzione agli arti inferiori, 5 utilizzando trapianti peduncolati e 5 microchirurgici, in base alle caratteristiche cliniche del singolo caso.
Due cateteri da microdialisi (catetere modello CMA 60 microdialysis) verranno posizionati nel tessuto sottocutaneo del trapianto, uno distale ed uno prossimale rispetto alla sorgente vascolare, ed un terzo catetere verrà posizionato nella stessa regione anatomica dell’arto controlaterale come controllo.
I pazienti verranno monitorati intraoperatoriamente e per tre giorni postoperatoriamente prelevando campioni ogni 30 minuti durante l’intervento chirurgico e per le prime due ore postoperatoriamente; la frequenza di campionamento diminuirà progressivamente: ogni ora in prima giornata postoperatoria, ogni due in seconda giornata e ogni tre in terza giornata. I cateteri saranno rimossi al termine della terza giornata postoperatoria. I valori tissutali di urea, glucosio, acido lattico, glicerolo e acido piruvico, marcatori di ischemia tissutale, verranno registrati ed analizzati mediante analisi statistica.

Ruolo del Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF) nel processo di espansione cutanea
E' ormai accertato, dagli studi presenti in letteratura su campioni umani, che il VEGF è coinvolto nel fenomeno biologico della angiogenesi e che l'espansione cutanea induce angiogenesi e ischemia nei tessuti sovrastanti; l'ischemia è il principale meccanismo di produzione del VEGF e nel tessuto espanso è stata dimostrata la presenza di alti livelli di VEGF, espresso scarsamente nei tessuti non espansi.
Questo però non dimostra che il VEGF è il mediatore dell'angiogenesi.
Lo scopo dell’esperimento è la valutazione del ruolo del VEGF nel processo di angiogenesi mediante studio sperimentale del processo di espansione cutanea sul ratto.L'esperimento si suddivide in 2 fasi:
FASE 1
N.5 ratti peso 350 gr. Ceppo Sprague-Dawley senza inibitore del recettore per VEGF
Biopsie cute dorso ratto in fase preoperatoria
Inserimento di skin-expander sul dorso del ratto
Biopsie cute dorso ratto espansa in fase postoperatoria a 6 e a 12 settimane
Biopsie cute in prossimità di quella espansa in fase postoperatoria a 6 e a 12 settimane
Valutazione della produzione di VEGF e del fenomeno di angiogenesi; nel caso sia dimostrata la produzione di VEGF e la presenza di angiogenesi si passa alla
FASE 2
N.5 ratti peso 350 gr. Ceppo Sprague-Dawley trattati con inibitore del recettore per VEGF
Biopsie cute dorso ratto in fase preoperatoria
Inserimento di skin-expander sul dorso del ratto
Biopsie cute dorso ratto espansa in fase postoperatoria a 6 e a 12 settimane
Biopsie cute in prossimità di quella espansa in fase postoperatoria a 6 e a 12 settimane
Valutazione della produzione di VEGF e del fenomeno di angiogenesi; nel caso in cui si dimostrasse la produzione di VEGF e l'assenza di angiogenesi si potrebbe affermare che il VEGF è il responsabile dell'angiogenesi; nel caso in cui ci fosse produzione di VEGF e la presenza di angiogenesi si potrebbe ipotizzare il coinvolgimento di altri GF.
Se si dimostrasse che il VEGF è il responsabile dell'angiogenesi, la ricaduta clinica sarebbe la possibilità di utilizzare il GF come facilitatore dell'angiogenesi, considerando che l'espansione, da un punto di vista biologico, è un fenomeno assimilabile all'autonomizzazione, tecnica utilizzata in clinica per migliorare la perfusione dei lembi cutanei.